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Gianluca Ricci
KOAN ALL'ITALIANA
1. Koan della luna piena di novembre
Dovunque si voltasse l’automobilista sentiva accanto a sé una presenza inquietante. Alla fine capì che era solo una questione di nervi. Tutta colpa di quella luna piena che inondava il veicolo di una luce liquida e penetrante.
Si accese una sigaretta per rilassarsi e tirò dritto. Niente da fare. La luna sembrava danzare attorno a lui, anticiparlo, appostarsi in coda, fare acrobazie d’ogni genere. Allora si fermò sul bordo di una strada di campagna per mimetizzarsi meglio tra gli alberi più folti e per scrutare da fermo l’enigmatica superficie del pianeta.
«Sciocco! – gli gridò dall’alto la luna – non sai, dunque, che ogni essere vivente, per quanto si dia da fare, è legato da sempre alla stessa zolla, mentre solo gli astri possono correre liberi nel cielo?»
2. Koan dell’albero di cachi
Un giorno di dicembre un saggio si affacciò ad una finestra del primo piano di casa sua e vide che il giardino sottostante era ormai del tutto spoglio. Però tra gli alberi che si preparavano o erano già entrati in stasi spiccava un unico albero di cachi, anche lui completamente privo di foglie, ma appesantito da un’enorme quantità di frutti ormai maturi e coloratissimi. I pomi sembravano direttamente avvitati nel cielo incredibilmente blu in quel giorno.
«Che strana pianta! – si disse – i suoi frutti esplodono in mezzo al grigiore invernale, mentre lei non sembra affatto gioire di tanta bellezza ed abbondanza».
3. Koan del giorno di nebbia
All’improvviso l’uomo si ritrovò circondato dalla nebbia. Non riusciva più a scorgere né i lampioni né gli alti tigli che ornavano la strada che stava percorrendo. Un grigiore assoluto aveva cancellato case e palazzi. Ogni tanto la luce dei semafori cambiava per dirigere automobili impossibili da intravvedere. Nulla sembrava aver più senso.
«Così ci si deve sentire da morti!» disse l’uomo tra sé e sé.
«Forse, ma solo se la morte è non vita – ribatté il sole, spuntando al di sopra della coltre di nebbia – ma la morte è come la vita, un correre e un cozzare di atomi fisici e psichici, che si inseguono soffrendo senza posa lungo il piano inclinato dell’insensatezza e della casualità».
4. Koan del desiderio soddisfatto
Ci mise tempo mastro Nicasio a capire che doveva separarsi dall’automobile che fino a quel momento lo aveva servito a dovere. Le malattie che il suo corpo cominciava ad accumulare rendevano l’abitacolo scomodo, il cambio rigidissimo, cigolanti le sospensioni…
Con cosa sostituirla? Comprò dapprima alcune riviste specializzate, poi chiese agli amici ed infine intervistò i venditori delle migliori marche presenti in città.
I modelli degni di nota erano tanti e tutti differivano non nei dettagli, ma in funzioni e strumentazioni essenziali. Che fare? Poiché mastro Nicasio aveva ricevuto da pochi giorni una cospicua eredità comprò quante auto poté e le usò tutte almeno parecchie volte, poi le abbandonò, perché di così tante non sapeva proprio che farsene.
[dicembre 2009]
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